Alberto Zampieri

(Livorno 1903 - Pisa 1992)

Cenni biografici

 

1903

  • Alberto Zampieri nasce il 15 gennaio in una casa di Piazza XX Settembre, lì abiterà durante l'infanzia, seguito dalla madre Teresa con la quale manterrà sempre un forte legame affettivo.

1916

  • A tredici anni, Zampieri è un ragazzo poliedrico e versatile, suona il violino, disegna con abilità (riceve anche l'incoraggiamento di Angiolo Tommasi), frequenta l'Istituto Tecnico (dove poi si diplomerà) e inizia a dipingere con i colori ad olio.
  • È assiduo della bottega di Belle Arti di Gustavo Mors che comprandogli qualche bozzetto dal vero, lo spinge a perseverare sulla strada dell'arte.
  • Frequenta l'ambiente artistico livornese, stringe rapporti di stima e di amicizia con 'tutti i pittori, prima con quelli rimasti a casa, poi con quelli che man mano ritornavano da vari fronti' nella città di origine. Diventerà uno dei protagonisti della 'Branca' del Caffè Bardi, storico e stimolante luogo di incontro di artisti.

1919

  • Sperimenta il divisionismo, esegue dipinti di stretta aderenza tecnica, alternandoli a prove lavorate più istintivamente.
  • Inizia a collaborare, come 'pupazzettista', per il giornale satirico livornese Don Chisciotte, firmandosi Obert. Proseguirà, negli anni a venire, a collaborare come caricaturista con altri giornali (con il Corriere di Livorno, con il Nuovo Giornale di Firenze).

1920

  • Il 15 luglio nello studio di Romiti si riuniscono i pittori Baracchini Caputi, Cavagnaro, Cipriani, Cognetti, Guzzi, March, Michelozzi, Natali, Razzaguta, Renucci, Romanelli, Romiti, Tarrini, Zampieri e Zannacchini e fondano il noto Gruppo Labronico.
  • Partecipa alla prima mostra organizzata dal Gruppo Labronico; l'artista si era già presentato in mostre collettive locali (Pro Soldato - 1917, Pro Casa dell'Arte - 1919). L'attività espositiva di Zampieri sarà da allora regolare a Livorno e in altre città (Firenze, Milano, Viareggio, Roma), ma sempre in esposizioni rigorosamente collettive.

1923

  • Fonda insieme ad altri artisti livornesi il Cenacolo degli illusi.

1924

  • Comincia ad interessarsi alle tecniche del restauro dei dipinti, approfondisce la sua conoscenza sugli antichi maestri italiani, frequenta assiduamente i musei e segue corsi specialistici sul restauro.

1926

  • Inizia a restaurare dipinti antichi, attività che gli permette di mantenersi economicamente e di continuare a dipingere; lavora per privati e per enti pubblici, collabora con la Soprintendenza ai Monumenti di Firenze.

1931

  • Si trasferisce a Pisa per gli impegni lavorativi assunti con il Museo Civico locale che gli affida importanti opere da risanare.
  • Abita in via Via Manzoni, poi in Via Vittorio Emanuele insieme alla moglie Jole Bonaldi che è titolare di un piccolo negozio di accessori femminili.

1932

  • Espone con il Gruppo Labronico nella storica Galleria Pesaro di Milano.

1938

  • Il suo dipinto Venditore di frutta esposto a Firenze, a Palazzo Pitti, viene acquistato da Re Vittorio Emanuele. La Casa Reale comprerà un altro dipinto di Zampieri nel 1940, in occasione della X Mostra Sindacale Livornese.

1945

  • Per l'ingente mole di lavoro commissionatagli dai musei genovesi di Palazzo Bianco e di Palazzo Rosso Alberto mette studio a Genova dove lavora per tre giorni.
  • Zampieri si divide tra attività lavorativa e pittorica, per diversi anni partecipa a numerosi appuntamenti espositivi regionali.

1952

  • Su invito di Fortunato Bellonzi, partecipa alla VI Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma.

1956

  • È presente alla VII Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma.
  • Muore la madre dell'artista a Pisa, dove si era trasferita per avvicinarsi ai figli Italo e Alberto.

1957

  • Gli impegni lavorativi lo costringono a trasferirsi a Genova.

1959

  • Scrive la presentazione alla mostra postuma del fraterno amico Mario Cocchi.
  • Il lavoro di restauratore è sempre più impegnativo, a partire dalla fine degli anni Cinquanta il tempo che Zampieri ha da sempre dedicato all'arte subisce una forte contrazione, l'attività espositiva si riduce drasticamente per tutto il decennio.

1973

  • Torna definitivamente a Livorno dove abita in Via Zambelli.
  • Il contatto con la città, con i luoghi della giovinezza e con amici di vecchia data risveglia in Zampieri il mai sopito amore per la pittura.
  • Senza trascurare l'attività di restauro, l'artista riprende con rinnovato entusiasmo a dipingere.

1976

  • A Bottega d'Arte si svolge la sua prima mostra antologica, dove presenta dipinti, disegni acqueforti e puntesecche.
  • Riprende con regolarità l'attività espositiva, l'artista si presenta in mostre collettive.

1981

  • Viene eletto presidente del Gruppo Labronico, carica che l'artista ricoprirà fino alla morte.

1982

  • Muore Jole, la compagna della vita.

1988

  • Come Presidente del Gruppo Labronico ha la soddisfazione di onorare un impegno preso dai soci fondatori del Gruppo nel lontano 1920. Dopo difficoltà e infinite complicazioni di carattere burocratico, Zampieri riesce a realizzare quello che ormai era diventato un sogno: rendere onore all'amico pittore Mario Puccini, trasportandone le spoglie nel Famedio di Montenero, per farlo riposare per sempre tra i grandi livornesi.

1991

  • La Parrocchia di San Martino di Salviano allestisce una mostra antologica dell'artista.

1992

  • L'11 maggio Zampieri muore a Pisa, amorevolmente assistito dal nipote Alberto che per l'artista è stato come un figlio.

Testi: Giovanna Bacci di Capaci Conti

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