nicoletta niccoli
particolari
Uno sguardo nuovo
Guardando questi ultimi quadri con Nicoletta, mentre lei sottolineava la sua concentrazione sui particolari, che rivela un’attenzione diversa dalla precedente, mi venivano in mente alcune delle tante accezioni del termine.
Piccoli o insignificanti come le sfumature, i particolari possono sfuggire e perdersi, ma, al tempo stesso, possono costituire la caratteristica di qualcosa o di qualcuno, riassumendone l’essenza; ed ancora proprio una singola tessera consente, talvolta, di connettere la memoria al mosaico di cui è parte. In ogni caso il particolare, alludendo a qualcosa a cui appartiene, che, a sua volta, non sarebbe senza di esso, è interpretabile come il segno di un rinvio ad altro lontano dagli occhi.
Alcuni di questi dettagli suggeriscono immediatamente la loro collocazione nel disegno finito della riproduzione fedele dell’oggetto - la grata di una porta o di una finestra - altri, invece, - il pomello o il pezzo di tenda - spingono l’immaginazione dentro un gioco di rimandi che può protrarsi all’infinito.
Mancando di un chiaro riferimento alla concretezza dell’oggetto, penetrano nel vasto mondo del pensabile, evocano immagini e concetti:
il pomello può essere un sole nella notte, una sfera magica…, il pezzo di tenda può essere raffigurazione di innumerevoli contrasti. Così limitati e circoscritti dalla luminosità del bianco che li ritaglia, quelli che Nicoletta dice particolari assumono un aspetto metafisico che costituisce la novità della sua pittura e del suo cammino interiore.
La nostalgia di mondi nascosti nelle vecchie porte si raccoglie in frammenti che, astratti dal loro contesto di origine, rinviano all’inafferrabile e assoluto universale senza luogo di cui sono opposto complemento ed aprono al procedere dell’immaginazione che può tendere a rappresentarlo.





